Assistenza ai pazienti dimessi: continuità delle cure garantita
— BERGAMO —
UN AIUTO IN PIÙ per quei malati (e per i loro familiari) che, dopo
le dimissioni dall’ospedale, hanno bisogno per motivi sanitari e
sociali di una continuità a...
— BERGAMO —
UN AIUTO IN PIÙ per quei malati (e per i loro familiari) che, dopo
le dimissioni dall’ospedale, hanno bisogno per motivi sanitari e
sociali di una continuità assistenziale, che non può essere lasciata
al caso, ma deve essere ben pianificata ed agevolata da ospedale,
Asl ed enti locali. Soprattutto in una città, come Bergamo, dove è
alta la percentuale di anziani che vivono soli e dove cresce il
numero di persone in difficoltà per condizioni di grave non
auto-sufficienza.
È QUESTA la funzione della “Centrale di dimissioni protette”,
avviata a fine 2008 e che oggi presenta il suo primo bilancio.
L’obiettivo è quello di coordinare, a tutto beneficio del paziente
fragile, la rete di servizi ospedalieri con quelli territoriali
socio sanitari e socio assistenziali per prendere in carico persone
con necessità di continuità di cure dopo il ricovero.
UNA SPERIMENTAZIONE nata dalla collaborazione tra Ospedali Riuniti,
Asl e Comune di Bergamo. La “Centrale per le dimissioni protette” ha
individuato tre percorsi base: uno per l’assistenza domiciliare
integrata per pazienti con bisogni solo sanitari. Un secondo
percorso destinato a quei pazienti che presentano anche fragilità
sociale (nessun parente, ripetuti ricoveri, parenti che non possono
assistere il malato). E un terzo percorso per casi specifici.
I RISULTATI relativi al primo anno sono stati presentati ieri dal
direttore generale e dal direttore sanitario dei Riuniti, Carlo
Bonometti e Claudio Sileo; dal direttore generale e dal direttore
sociale dell’Asl, Roberto Testa e Massimo Giupponi,e dall’assessore
ai Servizi sociali del Comune, Leonio Callioni. I pazienti dimessi
con necessità di continuità di cure sono stati 1.368, di cui 133
seguiti dalla Centrate dimissioni protette, 462 seguiti dalle
assistenti sociali, 220 dimissioni standard in assistenza
domiciliare, 89 pazienti ospedalizzati a livello domiciliare per le
cure palliative e 264 pazienti inviati in strutture per la
riabilitazione. In particolare, tra i 133 casi seguiti direttamente
dalla Centrale, il 56% ha più di 65 anni e il 45% risiede a Bergamo.
A livello di patologia, il 23% è pluripatologico e il 20% ha
patologie tumorali. Ubicata presso al direzione delle professioni
sanitarie dei Riuniti, la Centrale ha un squadra formata da quattro
infermieri, un amministrativo e quattro assistenti sociali.
L’ASL HA SOTTOLINEATO che intende promuovere tutte quelle iniziative
necessarie a rendere più fluido e agevole per il cittadino il
percorso di malattia dei soggetti più fragili e delle loro famiglie.
E’ perciò intenzione dei vertici dell’Azienda sanitaria locale
trasferire l’esperienza maturata in questo anno di attività agli
Ospedali Riuniti anche ad altri presidi ospedalieri della provincia.
Giuseppe Purcaro